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Prima di lavorare a Milano assicuratevi di avere un buon controllo zen.

Si tende sempre a non credere alle Cassandre che ti dicono “Guarda che vivere là è impossibile”, oppure “Guarda che si corre sempre” o “temi la metro all’ora di punta con il suo traffico umano che neanche La Mecca quando ci fanno pellegrinaggio”…

Milano è frenetica, è produttiva, è scintillante e tremendamente europea. Non ci si annoia mai. Anche solo camminando per strada si inciampa necessariamente in un vernissage, in un atelier, in una rappresentazione del business.

In comune Napoli e Milano hanno più di quanto si possa immaginare. Una somiglianza innegabile è “ ‘A cca’ ‘a pezza e ‘a cca’ ‘o sapone”.  Lo dicevano al mercato i rigattieri, che usavano barattare le pezze per il sapone. Traduzione spiccia: non si fa credito a nessuno.

Sono entrambe metropoli altamente competitive, a Napoli è tutto uno spettacolo, cerco una metafora per descriverla senza perdermi nelle solite nostalgie su quant’è buona la pizza e quant’è bello il Golfo (ecco, forse a Milano manca un bel Golfo).

Avete mai visto il Cristo Velato di Giuseppe Sanmartino, nella cappella Sansevero?

Il Cristo è disteso su un materasso di marmo, ai piedi la corona e i chiodi. Adagiato come un corpo vivo, con le forme immortalate dal marmo bianco. Quasi non si nota, ma sopra di lui c’è un lenzuolo, scolpito così bene che non saprei come risulta trasparente. Ma c’è.

Insomma, si vede il corpo maschile disteso, ma non si vede completamente perché sopra è calato questo velo che con i suoi panneggi lo confonde e un po’ lo offusca.

Questa è Napoli per molti napoletani, che ci hanno vissuto, la amano e ne vedono le forme di grande capitale antica. Alcuni ne amano anche il velo di malcostume e di disordine e sporcizia. Perché oltre si intravede la sua bellezza immobile.