Inizia un fine settimana nel quale io desidererei dimettermi da Maria Cava perché le aspetta l’appuntamento bi- annuale tra i più stressanti, odiati e temuti: il cambio di stagione per l’abbigliamento in guardaroba. Il problema non sussiste per chi è munito di un armadio di dimensioni extra o di cabine armadio da sogno, e non è il mio caso, purtroppo.

Nel momento in cui scrivo, sabato 28 ottobre, nell’armadio ci sono ancora i costumi, i teli mare e gli infradito. Ma con le temperature che abbiamo avuto a Napoli, proprio non me la sono sentita di mandarli in soffitta.

Strati e strati di abiti da selezionare, dividere e piegare. Scatole di abbigliamento della stagione in corso da stirare e ricollocare. Pile di grucce e appendini. Aiutooooo!

E la cosa più drammatica è che non posso delegare. Meno grave ma comunque faticoso il fatto che i cambi di stagione siano 1( il mio) + 1 ( di mio figlio) + 1 ( di mia figlia).

Ma la quota maggiore di responsabilità è senza dubbio mia, il mio cambio è in assoluto quello più temibile.

Capitolo a parte meritano le collezioni di scarpe, un paio per ogni momento della giornata, per ogni tailleur, per ogni evento sportivo o mondano. Sono troppe!

Mi ripeto anche questa volta che prometto di essere più buona, che non ne comprerò più, che mi libererò dei capi che indosso una sola volta nella stagione . Ma poi “fanno la loro apparizione” i capi ricordo, quelli legati a qualche emozione speciale, quelli dai quali non vorresti mai separarti anche se sai bene che non ha più senso conservarli. Perché non sono più della tua taglia, perché il tessuto sta scomparendo, perché la moda li ha superati.

Dopo la pubblicazione di questo articolo io sparirò per 48 ore. Vivo il cambio di stagione come un pellegrinaggio o un’espiazione. Non mi riprendo facilmente.

E dunque alla matrice FPP che pianifica la settimana che entra, e della quale vi ho già parlato in un precedente articolo, devo aggiungere un’altra “matrice dati”.

Mi sento sempre più un ingegnere!

Dovrei fare di questa occasione una opportunità: dovrei liberarmi dei capi inutili. Come mi sono preparata questa volta all’appuntamento? Studiando! Ho acquistato, e parzialmente letto, il “Il magico potere del riordino: Il metodo giapponese che trasforma i vostri spazi e la vostra vita” di Marie Kondo, i cui libri sono bestseller in Giappone e hanno scalato la classifica del New York Times. In Italia ha avuto sette edizioni in due mesi, per un totale parziale di 30.000 copie vendute.

Insomma, ho molte buone intenzioni. Vediamo se stavolta riuscirò ad essere più capace.

Vi abbraccio tutti!