Roxane è una donna coraggiosa che ha vinto la vergogna ed ha trovato il coraggio di raccontare la sua storia. E da essa trarre le energie per rinascere e poi rinascere ancora. A dodici anni pensi che nessuno a cui vuoi bene possa farti del male. Poi succede l’impensabile. Un atto di violenza feroce. E Roxane, annientata dalla vergogna, incapace di parlare o chiedere aiuto, comincia a mangiare, mangiare, mangiare. Il suo corpo diventa il suo scudo, una fortezza inespugnabile agli sguardi maschili, dove nessuno sarà più capace di raggiungerla.

Vivo in questo corpo ribelle da oltre vent’anni. Ho tentato di farci la pace. Ho tentato di amarlo o almeno tollerarlo in un mondo che lo disprezza e basta. Ho taciuto la mia storia in un mondo che presume di conoscere il perché del mio corpo, o di qualsiasi corpo grasso. Ora ho scelto di non tacere più».

Roxane Gay, a trent’anni era alta un metro e novanta per 260 chili. Ora che ne ha 43, che il suo corpo che pesa quasi due quintali, si racconta in una spietata autobiografia intitolata Fame (Einaudi).

Nata nel Nebraska, nel 1974, in una famiglia di immigrati haitiani benestanti, Roxane Gay è una scrittrice, professoressa, critica culturale di colore, dichiaratamente bisessuale.

Roxane a 12 anni è una bella ragazzina che va alle medie quando il compagno che le piace la porta nel bosco e la stupra insieme agli amici. Senza dire una parola a nessuno, lei decide di costruirsi un corpo nuovo: un corpo che nessuno vorrebbe toccare.

La Gay si mette in gioco e a nudo con una vulnerabilità disarmante, racconta la propria esperienza e la offre non come esempio o modello, ma come semplice testimonianza. E’ sincera fino all’autolesionismo: si ingozza, vomita dopo ogni abbuffata, rompe la sedia sul palco quando si siede per una conferenza, piange quando la gente
la evita.

Ammette la sua impotenza senza dare lezioni a nessuno: «Io
so cosa significa avere fame senza essere affamati. Io so che la fame
è nella testa e nel corpo e nell’anima».

Roxane Gay si è affermata (negli USA) nel 2014 con Bad Feminist, una raccolta di saggi dedicati alla cultura pop e a tematiche legate al razzismo e al sessismo, che ha scalato le classifiche dei libri più venduti del New York Times.

Nel libro Fame Roxane Gay parte dalla vita prima della casa nel bosco, dallo stupro messo in pratica da ragazzini per bene e dalle atrocità che infliggono al suo corpo. E mette subito in guardia il lettore: il libro non è una storia di rivalsa, né di vendetta, non è una storia che dovrebbe ispirare a superare le difficoltà. Fame è una confessione. E’ un libro commovente, indimenticabile e che ogni donna dovrebbe leggere.

«Luminoso, dotato di uno straordinario rigore intellettuale e davvero commovente».
The New York Times